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Distretto Biologico Marche

La biodiversità che ci unisce

Il progetto distretto del biologico

Lo strumento per incentivare l’economia locale, agevolare la transizione verso un processo alimentare più equilibrato e garante della biodiversità, attivare un modello socio-economico innovativo.

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Perché un distretto unico del biologico?

Il nostro territorio è sempre stato adatto al biologico: già negli anni ‘70, anticipando di molto il primo regolamento comunitario, alcuni agricoltori iniziano a praticare l’agroecologia, diventando dei veri e propri pionieri del settore. Per questo le Marche sono considerate la culla dell’agricoltura biologica italiana e, ancora oggi, la sostenibilità delle nostre terre e dei nostri prodotti risulta un trend in costante crescita.

Territorio

Migliorare la qualità del territorio

promuovendo un sistema agricolo sostenibile che punti a ridurre il più possibile l'impatto ambientale

Biodiversità

Tutelare la biodiversità

come alternativa agli OGM.

Trend

Cavalcare il trend che ci vede protagonisti

La SAU della Regione Marche dedicata al biologico supera del 20% la SAU media nazionale.

Verso il distretto biologico più grande d’Europa

  • Incrementare la superficie agricola utile (SAU) coltivata a biologico, per consolidare questa tradizione e affermarsi come prima regione bio in Italia.
  • Potenziare la ricerca, la sperimentazione e la formazione nel settore del biologico per migliorare la qualità e la produttività delle coltivazioni.
  • Fermare il consumo di suolo, in particolare agricolo.
  • Tutelare e valorizzare la nostra biodiversità in alternativa agli OGM.
  • Favorire e consolidare le filiere del biologico di prodotto e di territorio.
  • Estendere la certificazione del biologico fino alla tavola dei consumatori.
  • Promuovere il consumo dei prodotti biologici nelle mense e nei circuiti commerciali.
  • Rendere il sistema alimentare più sostenibile anche a tutela della salute dei cittadini.
  • Diffondere il metodo di produzione biologica nel settore zootecnico.
  • Promuovere le Marche come regione biologica con una elevata qualità della vita, al fine di accrescere la sua attrattività turistica.

Come sosteniamo gli agricoltori

La nostra Regione sostiene l’imprenditore che vuole entrare a far parte del settore biologico, aiutandolo nella scelta dello strumento di qualificazione più consono alla propria realtà socio-economica e promuovendo le aggregazioni in accordi agroambientali e la filiera, per compensare le perdite e i maggiori costi che dovrà affrontare. la Regione affianca l'imprenditore in tutto il processo passo dopo passo anche con finanziamenti specifici.

Investimenti

Investimenti

con cui ammodernare la propria azienda.

Certificazione

Certificazione

per attestare la natura biologica della propria impresa.

Promozione

Promozione

con cui valorizzare i prodotti da inserire sul mercato.

Produzione

Produzione

da avviare e mantenere, seguendo il metodo più adatto alla propria azienda.

Campo di grano

Distretto Biologico Marche in numeri

aderenti al patto

ettari in conversione

ettari in biologico

Aderisci al progetto

Chi può fare domanda:

  1. Imprenditori agricoli, singoli o associati con sede legale o sede operativa nella Regione Marche.
  2. Imprese operanti nel settore agricolo e agroalimentare anche organizzate in reti di imprese, società cooperative e consorzi.
  3. Organizzazioni di produttori agricoli e associazioni di organizzazioni di produttori agricoli riconosciute ai sensi della normativa vigente.
  4. Società costituite tra soggetti che esercitano l’attività agricola e imprese di trasformazione, distribuzione e/o commercializzazione, nelle quali almeno il 51% del capitale sociale è detenuto dai soggetti di cui ai punti da 1 a 3.

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